Leggendo questo articolo di Punto Informatico ho scoperto che un nostro dipendente (a.k.a. onorevole) << nei mesi scorsi un’interrogazione parlmentare dell’onorevole Antonio De Poli ha richiamato l’attenzione sulla “pericolosa moda lanciata tra gli adolescenti dagli Emo una sorta di tribù che on-line esalta l’autolesionismo”. “Lo Stato – avvertiva De Poli – non può rimanere indifferente e permettere che su internet, ad oggi il mezzo di comunicazione più usato dagli adolescenti, sia possibile accedere a contenuti così distruttivi e diseducativi”. Per questo motivo auspicava un “sollecito oscuramento” della dissacrante pagina di Nonciclopedia dedicata al fenomeno emo. >>.
Ovviamente la risposta di Nonciclopedia non si è fatta attendere << ROSICONE! Che c’è, non ti piace quello che è scritto qui?! Se ti senti ferito nell’orgoglio puoi benissimo andare a piagnucolare dalla mamma oppure gentilmente qui. Qui facciamo dell’ironia su tutto, e se non ti va bene sorridi: presto riceverai un calcio rotante sui denti. La pagina Emo ha ferito i tuoi sentimenti? Allora faresti meglio a chiudere la finestra. E giusto che ci sei che ne dici di andare a fare in culo? >>
Nonostante io non ami troppo gli Emo non posso che sorridere di fronte a tanta stupidità ma, se penso ai reali problemi del nostro paese di cui gli onorevoli dovrebbero occuparsi invece che perdere tempo in questo modo, allora si che mi viene da piangere.
Vademecum per l’estate:
*SINTOMO*
*CAUSA*
*SOLUZIONI*
Piedi freddi ed umidi
Hai afferrato il bicchiere con un angolo di presa non corretto
Gira il bicchiere fino a che la parte aperta rimanga verso l’alto
Piedi caldi e bagnati
Ti sei pisciato addosso
Vai ad asciugarti al bagno più vicino
La parete di fronte è piena di luci
Sei caduto di schiena
Posiziona il tuo corpo a 90° rispetto al pavimento
La bocca è piena di cenere di sigaretta
Sei caduto con la faccia in un posacenere
Sputa tutto e sciacquati la bocca con un buon gin tonic
Il pavimento è torbido e sbiadito
Stai guardando attraverso il bicchiere vuoto
Riempi il bicchiere di buon gin tonic
Il pavimento si sta muovendo
Ti stanno trascinando per terra
Domanda perlomeno dove ti stanno portando
Il riflesso della tua faccia ti guarda con insistenza dall’acqua
Hai messo la testa nel cesso e stai cercando di vomitare
Metti il dito (in gola)
Senti che la gente parlando produce un misterioso eco
Stai tenendo il bicchiere sull’orecchio
Smettila di fare il pagliaccio
La discoteca si muove molto, la gente è vestita di bianco e la musica è molto ripetitiva
Sei in ambulanza
Non ti muovere: Possibile coma etilico e/o congestione alcolica
Tuo padre è molto strano e tutti i tuoi fratelli ti guardano con curiosità
Hai sbagliato casa
Domanda se per caso sanno dove abiti
Un enorme fuoco di luce ti acceca la vista
Sei per strada sbronzo ed è già giorno
Cappuccino cornetto ed una buona dormita
Preparando il mio ultimo esame mi sono trovato a leggere un saggio su Pietro Calamandrei che mi ha fatto scoprire questo:
Albert Kesselring, che durante il secondo conflitto mondiale fu il comandante delle forze armate germaniche in Italia, a fine conflitto (1947) fu processato e condannato a morte per i numerosi eccidi che l’esercito nazista aveva commesso ai suoi ordini (Fosse Ardeatine, Strage di Marzabotto e molte altre). Successivamente la condanna fu tramutata in ergastolo, ma egli venne rilasciato nel 1952 per le sue presunte gravi condizioni di salute. Tale gravità fu smentita dal fatto che Kesselring visse altri otto anni libero nel suo Paese, ove divenne quasi oggetto di culto negli ambienti neonazisti della Baviera.
Tornato libero, Kesselring sostenne di non essere affatto pentito di ciò che aveva fatto durante i 18 mesi nei quali tenne il comando in Italia ed anzi dichiarò che gli italiani, per il bene che secondo lui aveva loro fatto, avrebbero dovuto erigergli un monumento. In risposta a queste affermazioni Piero Calamandrei scrisse la celebre epigrafe, dedicata a Duccio Galimberti, “Lo avrai, camerata Kesselring…“, il cui testo venne posto sotto una lapide ad ignominia di Kesselring stesso, deposta dal comune di Cuneo, e poi affissa anche a Montepulciano, in località Sant’Agnese.
Ecco il testo della lapide:
Lapide ad ignominia
Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
Inutile aggiungere qualsiasi altra cosa, uno scritto del genere di commenta da solo.