mirus’ blog

6 aprile 2007

Intervista del prof. Guido Rossi a "La Repubblica"

Archiviato in: Senza categoria — mirus @ 08:16

Posto un piccolo stralcio dell’intervista che il prof. Guido Rossi ha rilasciato al quotidiano “La Repubblica” riguardo la sua “estromissione” da A.D. di Telecom Italia. Al dilà della questione in se trovo interessante la sua analisi sullo stato del capitalismo italiano. A quanto mi risulta è il primo soggetto di una certa importanza a dire pubblicamente ciò che chiunque abbia un minimo di dimistichezza con la materia ormai sa da anni.

Tronchetti ha aperto ufficialmente un tavolo di trattativa per la cessione del controllo di Telecom all’americana AT&T associata coi messicani di America Movil. The Wall Street Journal sostiene che si sono rimessi in moto altri due contendenti stranieri, France Télécom e Telefonica. Alla fine sono tutti gruppi esteri, con eventuali soci bancari italiani nella funzione di comprimari. Una parte della sinistra preme su Prodi perché difenda l’italianità della Telecom. Lei che ne pensa?
“Ma ben vengano gli stranieri! Il nostro sistema paese sta dando il peggio di sé. In questa situazione mi par di vedere dei ricorsi storici, torniamo a un’epoca in cui un pezzo d’Italia era sotto gli austriaci, un altro sotto gli spagnoli… Fuor d’ironia, non sono mai stato un nemico della globalizzazione. Se veramente si hanno a cuore gli interessi dell’Italia, vanno difesi in altri modi. Bisogna creare le condizioni ambientali, dalla formazione dei giovani nelle università alla ricerca scientifica, perché questo sia un paese dove è comunque vantaggioso mantenere attività ad alto valore aggiunto, centri d’innovazione. Chi predica la difesa dell’italianità, dov’era quando occorreva costruire le fondamenta di un mercato dei capitali moderno, cos’ha fatto per definire regole serie in difesa degli azionisti? Questo è un paese disperante per chi ha creduto nelle riforme. E’ un paese dove ormai o si muove la magistratura – e lei stessa è sempre più paralizzata dalle inefficienze – oppure non succede più niente”.

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